Alicia lavora a una causa civile riguardante la violenza sessuale ai danni di una giovane prostituta ispanica avvenuta durante un addio al celibato, ma deve ben presto fare i conti con l'alta società americana. Il caso finisce nelle sue mani in seguito al rifiuto del procuratore distrettuale di incriminare i sospetti.
Questa volta Alicia viene scelta da una cliente dello studio. Deve seguire il caso di uno stupro. Una spogliarellista Christine viene invitata a partecipare ad una festa di addio al celibato di un ragazzo appartenente ad una influente e ricca famiglia di tutta la contea. Succede però che durante la festa, lo sposo si accorda, pagando 100$, con la spogliarellista di uno spogliarello privato. In effetti dopo aver chiuso la porta a chiave, il ragazzo la violenta. Il caso in prima istanza era stato archiviato dal procuratore generale, quindi questo è un riesame. Alicia comincia a subire i colpi della nuova situazione famigliare. Ormai il marito è in carcere da oltre un mese, e lei si deve accollare, con l’aiuto generoso ed incondizionato della suocera, di portare avanti la famiglia, inclusi i suoi due figli adolescenti che devono affrontare giorno dopo giorno le dicerie, i pettegolezzi dei suoi compagni di scuola che commentano i video resi pubblici dove si vede il loro papà fare sesso con delle prostitute. D'altronde Alicia non si fida più di niente e nessuno. Ciò che aveva costruito per 15 anni mettendo in secondo piano il lavoro e dedicandosi a tempo pieno alla famiglia ed alla presenza del marito come persona importante ed indispensabile, viene meno come un castello di sabbia in riva al mare, spazzato via da un’onda imprevista. L’apertura del caso e l’attribuzione ad Alicia viene preso come un affronto, un tentativo di screditamento del nuovo procuratore generale (per intenderci colui che ha preso il posto del marito dopo lo scandalo sessuale), il quale non si risparmia nell’intimidire Alicia a mettersi da parte perché potrebbe portare allo scoperto altre prove che infangherebbero ulteriormente la reputazione del marito già in carcere. Quando Alicia va a trovare in carcere il marito non riesce ad essere serena, e non sa perdonare il marito, anche perché non pensa di sapere tutta la verità per ciò che è successo, e questi dubbi la destabilizzano. Pensa che non è semplice riacquistare la fiducia del marito. Non basta un semplice pronunciamento di colpa. A Lei gli tornano in mente tutte le volte in cui il marito l’avrebbe potuta tradire, e questo Le alimenta incertezza. Succede a sua insaputa che i suoi figli vengono in possesso di foto fatte pervenire alla propria abitazione e che dopo un’attenta analisi Zac il figlio maggiore scopre che le foto sono state modificate con un editor grafico, e quindi non sono vere. Però per non arrecare altra preoccupazione e dolore alla mamma, Zac e la sorella decidono di non mostrargliele. I preliminari del caso avvengono ad un pranzo di lavoro in cui partecipano gli avvocati delle parti (avvocati che si conoscono già da lunga data), così da parte dello sposo viene fatta un’offerta in denaro e vengono offerti 450.000$ cifra spropositata, che non si riconduce ai pronostici stimati da parte dello studio a circa 50.000$. Comunque non se ne fa niente, perché quando viene proposta alla ragazza, questa rifiuta. Così si va in causa. La difesa mette agli atti la prova del liquido seminale rinvenuto sulla ragazze, e si scopre che tale liquido non era dello sposo. Ulteriori indagini incrociando i dati di un database di persone note alla polizia, si scopre che il Liquido seminale appartiene ad uno stupratore già in carcere, e quindi impossibile che fosse presente alla festa. Guardando il documento delle analisi si scopre che entrambi i documenti dello stupratore, che quello fatto per lo sposo si rivelano appartenere allo stesso studio di analisi, per cui è evidente che c’è stato un errore quindi il giudice decide che la prova del liquido seminale non può essere utilizzata anche perché un’ulteriore esame del liquido sarebbe impossibile essendo già stato contaminato. Intanto l’accusa si prodiga per rintracciare l’amica della spogliarellista, perché l’agenzia ne aveva mandate due alla festa. Però questa Maura non si trova. Parlando con Alicia La spogliarellista rivela che Maura tutta la sera era stata al cellulare, fino a quando si è scaricato del tutto, e di seguito continua a telefonare col telefono che si trovava nel baglio dell’hotel. Allora Alicia pensa bene di recarsi presso l’hotel e di richiedere i tabulati delle telefonate fatte quella sera sul conto dello sposo che aveva organizzato la festa. La ragazza della reception però non può dare queste info a degli sconosciuti, però sapendo che era successo uno stupro e mettendosi dalla parte della vittima, per un attimo lascia i tabulati sul bancone in modo che Alicia ed il suo collega possano vederli ed utilizzarli. Così si riesce a rintracciare anche l’altra spogliarellista che testimonia in favore della sua amica. Così conferma lo stupro. Ma in questo caso, mancando la prova principe del liquido seminale il giudice non riesce a incolpare lo sposo. Dice che si tratta di “parola contro parola”, per cui lo sposo viene scagionato dall’accusa di stupro. Ma le sorprese non sono ancora finite, perché nel mentre lo sposo parla con la stampa dicendo di essere stato vittima di un tentativo di estorsione di denaro da parte di una spogliarellista, in pompa magna entra la polizia che gli dice davanti a tutti e soprattutto la stampa, che è in arresto. Si scopre dopo che è stata una mossa del procuratore generale che aveva scoperto delle analisi fatte in precedenza di un campione di liquido seminale non contaminato (si ricorda che il caso all’inizio era stato trattato dalla procura e quindi archiviato). E’ ormai certo che questo nuovo procuratore ha a che fare con l’accusa al marito di Alicia, e cerca a tutti i costi di destabilizzare il suo lavoro per metterla in cattiva luce a Lei come al Marito.